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Navigazione in barca a vela all’Isola d'Elba è quantomai interessante, per la forma dell'isola che ha favorito la creazione di molte baie ed insenature. La presenza di molti porti e marina rende il diporto sicuro anche in condizioni di vento sostenuto. Partendo da Portoferraio, dalla vasta baia facciamo rotta nord-est per raggiungere la coda del grande pesce che è l'Elba. Doppiato Capo della Vita, navighiamo verso sud lungo la costa che fronteggia il continente dove incontriamo Cavo e Rio Marina. Quest'ultimo villaggio marittimo è molto grazioso per una sosta: il porto ha 15 posti per il transito e in alternativa ci sono i pontili (aperti solo d'estate). Rio Marina, che ci accoglie con la sua caratteristica Torre dell'Orologio aragonese, ha diversi negozi, ristoranti, bar, una piccola spiaggia e anche un interessante museo dei minerali.
Dopo meno di 4 miglia si apre la profonda insenatura di Porto Azzurro. La zona è ricca di piccole rade con spiaggette dove ancorare per godersi lo scenario dalla barca, nuotare, fare snorkeling. La spiaggia di Barbarossa è la migliore, scendendo con il tender si può raggiungere il paese in 15 minuti. Nelle vicinanze è da ricordare il laghetto di Terranera: un bacino minerario ricoperto da acque sulfuree separato dal mare da una sottile striscia di sabbia. Se volete ormeggiare, potete farlo al porto principale, molto protetto oppure a Cala di Mola, a circa 3km. Porto Azzurro è una delle cittadine storiche fondate dagli spagnoli. Si conservano due forti, la chiesa della Madonna di Montserrato e la Chiesa Spagnola. Il centro, vicino al porto, è animato, con diversi bar e ristoranti dove provare le specialità tipiche.
Ripartiamo, vele spiegate, per raggiungere e doppiare il capo del promontorio che chiude a sud la sezione dell'isola rivolta verso la terraferma. E' questa la parte meridionale della coda del pesce che forma l'Elba, territorio del comune di Capoliveri, il cui centro abitato si erge sulla collina. Arrivando così via mare da sud raggiungiamo due vasti golfi: Golfo Stella e Lacona, separati da un capo roccioso nei cui dintorni l'acqua è magnifica per nuotare e per lo snorkeling. Golfo Stella è meno affollato ed ha le spiagge di Margidore ed Acquarilli. Il golfo di Lacona invece presenta una delle spiagge sabbiose più lunghe; fine sabbia dorata protetta dalle dune e da una pineta.
Proseguendo verso ovest, incontriamo Marina di Campo, probabilmente il centro turistico più vivace. Vi è una frequentata spiaggia con tutti i servizi e sport acquatici, bar, ristoranti, lo struscio per le vie eleganti e molta vita notturna con locali e club. Se volete tranquillità, potrete raggiungere ed ancorare alla spiaggetta di Fonza o di Galenzana. Molto piccole e senza servizi sono circondata da un paradiso naturale. Attenzione ai fondali.
Il successivo tratto di costa offre diversi luoghi imperdibili dell'Elba in un breve spazio. La spiaggia di Cavoli, famosa per la qualità della sabbia costituita da granelli di quarzo con un mare dai colori incredibili e nelle vicinanze ci si può spingere a visitare (con il tender o il kayak) la Grotta Azzurra. Poi le Piscine di Seccheto che sono vasche naturali di acqua marina formate da grandi lastroni lisci di granito. Si può ancorare e raggiungerle a nuoto o con il tender. Più avanti si apre la baia di Fetovaia: si può ancorare facilmente e rimanere per la notte. Il paesaggio è incantevole e la costa rocciosa consente bellissimi snorkeling.
Qualche miglio più avanti, seguendo il profilo dell'isola ovvero la testa del pesce, incontriamo Pomonte. E' una piccola insenatura con spiaggia ed è soprattutto un luogo famoso per le immersioni. Qui nel 1972 il cargo Elviscot affondò a pochi metri dalla riva, vicino allo scoglio di Pomonte. Il relitto giace tuttora fra 8 e 12 metri, una profondità che consente suggestive immersioni non difficili. Conviene ancorare subito a sud dello scoglio, facendo attenzione ai venti dominanti. Abbiamo quasi terminato questo emozionante periplo dell'isola in barca a vela. Tuttavia rimangono tancora alcuni luoghi imperdibili prima dell'arrivo a Portoferraio. Sulla punta nord-ovest, S.Andrea è una piccola baia molto tranquilla, con un mare stupendo e dopo poche miglia lo splendido paesino di Marciana Marina, col porto attrezzato e la possibilità di ancorare nella piccola rada del porto. Infine il golfo di Procchio presenta un sistema di tre baie collegate: Forno, Biodola e Viticcio. Tutte molto belle e adatte alla sosta in barca. Viticcio ha anche una spiaggia con un sentiero che si inerpica nella macchia mediterranea per raggiungere Capo d'Enfola, da dove si gode una suggestiva vista della Corsica.
Una volta doppiato il capo suddetto, rimane il tratto di costa prima dell'ingresso a Portoferraio. Sono qui da ricordare le Spiagge Bianche chiamate così per il colore dei cittoli che le compongono, luogo eccezionale per la trasparenza dell'acqua e per i roccioni bianchi che contornano le spiagge di Padulella e Sorgente. Tale meta, non essendo lontana da Portoferraio è indicata anche nel caso in cui voleste fermarvi nel capoluogo dell'Elba.

L'Elba, terza isola italiana per estensione, nasce geologicamente come ultimo lembo di terra che univa la penisola italiana alla Corsica. Il profilo collinare e montuoso (la vetta più alta Monte Capanne è poco più di 1000 m) ha fatto sì rimanesse in emersione dalle acque una volta che il Mar Tirreno fu formato.
I suoi destini storici sono legati alle due caratteristiche primarie: ricchezza di giacimenti di ferro e posizione strategica. Il ferro veniva già sfruttato ai tempi della civiltà etrusca, che si diffuse qui come nel resto dell'Italia centrale. Sono oggi visitabili alcune necropoli etrusche come quella di Capoliveri e quella di Casa del Duca vicino a Portoferraio. I romani poi svilupparono l'attività estrattiva; in epoca repubblicana si raggiunse il massimo sfruttamento necessario alla produzione di materiale bellico. Non è esagerato affermare che un fattore determinante dei successi militari e dell'espansione di Roma fu il ferro dell'Elba! A questa epoca risale il nome dell'isola: venne chiamata Ilva, la cui origine però non è chiaramente accertata. Sembra che derivasse dagli ilvates, la stirpe di liguri che abitava l'isola.
Di questa epoca rimangono qualche vestigia, bei manufatti nei musei archeologici assieme a reperti etruschi (a Rio nell'Elba, a Marciana e alla Linguella vicino a Portoferraio) ma soprattutto i toponimi: Capoliveri discende da Caput Liberum, Marciana da Marcius o Marcianus e Rio da Rivus. La suddetta zona della Linguella, che chiude la darsena di Portoferraio con una torre medicea, ha un parco archeologico con gli scavi di una Domus romana. In età imperiale infatti l'isola venne scoperta e valorizzata dai patrizi che costruirono qui, come nel resto dell'arcipelago e sulla costa, sfarzose ville. Dopo il declino dell'attività mineraria, quindi, l'isola per la prima volta meta turistica.
Dopo i turbolenti secoli altomedievali caratterizzati da invasioni barbariche varie, distruzioni e saccheggiamenti (soprattutto da parte dei Saraceni), è sotto il controllo di Pisa che recupera stabilità. La Repubblica Marinara dal XI secolo il poi infatti la dota di un sistema di difesa, i cui resti sono ancora visitabili: torri di avvistamento (famosa quella di S.Giovanni), fortezze (Montemarsale, Marciana, ancora in piedi) e borghi fortificati perché gli abitanti potessero difendersi in caso di attacco nemico.
Nel cinquecento l'isola dell'Elba diventa, nonostante le sue piccole dimensioni, tripartita fra diversi stati (sebbene collegati): il Principato di Piombino (degli Appiani), la Spagna e il Granducato di Toscana. Cosimo I de' Medici, a cui facevano gola le miniere di ferro, si fa cedere dall'alleato Carlo V un territorio ricco di giacimenti e con la sua tipica “umiltà”, crea una città che ha il suo nome, Cosmopoli, che altro non è se la attuale Portoferraio. La dota di un sistema di tre fortezze, Forte Stella, Forte Falcone e la Linguella e di una bellissima cinta muraria. La città non doveva infatti essere solo un importante centro minerario e porto strategico, ma anche la sede operativa dei Cavalieri di S.Stefano che, dall'Elba, partivano per difendere l'isola e la costa del Granducato dalle scorrerie saracene e dai nemici. Gli spagnoli conservarono la parte orientale dell'isola e costruirono Forte Longone, o San Giacomo (oggi il penitenziario di Porto Azzurro) A causa della posizione strategica e della presenza dei giacimenti, l'Elba diventa dal cinquecento e per i successivi due secoli, ambitissima da tutti gli stati. Probabilmente non esiste altra isola del mediterraneo che ha visto così tanti “ospiti”, per la maggior parte non proprio desiderati. Accanto ai Medici e agli spagnoli, i francesi ebbero il loro turno, poi i tunisini e i musulmani la saccheggiarono e infine anche gli inglesi nel settecento, vollero la loro fetta di torta. Gli ultimi anni di questo secolo dell'Elba rispecchiano le convulsioni che scuotevano tutta l' Europa. L'isola, ambita da Napoleone, vide combattere fra loro realisti e giacobini locali, Ferdinando III di Toscana, da una parte, e i Borboni di Napoli (che controllavano Longone) volevano conservano lo status-quo e gli Inglesi si muovevano in chiave antinapoleonica. Ma Bonaparte mise poi tutti d'accordo con la forza del suo esercito: nel 1802 l'Elba diventa francese e tre anni più tardi viene assegnata alla sorella Elisa Baciocchi. Gli anni del governo francese furono comunque occasione di riammodernamento: la struttura agricola (soprattutto la produzione vitivinicola venne sviluppata), la flotta mercantile, scuole e strade vennero costruite.
Ma l'isola d'Elba è soprattutto ricordata perché dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1814 e la conseguente abdicazione, sarà scelta dal generale come luogo di esilio. Visse qui dieci mesi, fra la residenza ufficiale di rappresentanza, Palazzo dei Mulini, nel centro di Portoferraio e la dimora privata di campagna, Villa S.Martino. Entrambi i siti sono visitabili, il primo comprende anche un museo di cimeli napoleonici, il secondo la visita alla villa in una suggestiva valle a circa 4km dal centro urbano. Napoleone lasciò l'isola nel maggio 1815, per i famosi cento giorni nei quali tentò vanamente un colpo di coda, per poi spegnersi nell'esilio ben più isolato di S.Elena.
La sorte dell'Elba va poi di pari passo con la storia toscana: restaurazione dei Lorena e Regno d'Italia. Conserva l'importanza mineraria e mercantile fino al dopoguerra, quando il settore comincia a declinare. L'ultima miniera fu chiusa nel 1981 (Galleria del Ginevro). Dagli anni '50 l'isola è scoperta come eccezionale luogo di villeggiatura, turismo e nautica ma ancora oggi si possono visitare i siti di archeologia industriale, il più bello dei quali sono le Miniere di Capoliveri

Portoferraio è il principale centro dell'Elba (circa 12000 abitanti) e il primo assaggio dell'isola in quanto fanno qui tappa i numerosi traghetti da Piombino. Di origine medicea, fu infatti fondata da Cosimo I, con il nome di Cosmopoli, al fine di creare un centro abitato protetto e un porto per sfruttare e difendere i ricchi giacimenti minerari dei dintorni. Il centro urbano presenta ancora la antica struttura: la cinta muraria, i bastione e i tre forti (Stella, Falcone e Linguella). Il porto e la darsena sono all'interno della baia e rivolti verso sud, estremamente riparati anche dai venti più forti. L'abitato si stende dal porto vecchio fino alla parte moderna, piacevoli passeggiate, negozi, bar e ristoranti. Il personaggio più famoso legato a Portoferraio è Napoleone. Qui il generale visse dieci mesi in esilio, dopo l'abdicazione e ancora oggi possiamo visitare il Palazzo dei Mulini, residenza ufficiale e di rappresentanza, con un piccolo museo, e la residenza privata di campagna, Villa San Martino, a 4km dal centro. Portoferraio è come detto all'interno di una suggestiva baia che si può percorrere fino alla punta opposta al porto, dove campeggia un torrione di guardia mediceo parte della fortezza di Linguella. Nelle vicinanze gli scavi a cielo aperto di una domus romana e l'adiacente Museo archeologico, testimonianza delle ricche civiltà estrusca e romana che abitarono l'isola in epoca antica. Da non perdere le stupende spiagge nelle vicinanze, soprattutto nel tratto di costa ad ovest del porto: le Spiagge Bianche, nominate dal colore dei ciottoli, di fronte a un bellissimo mare trasparente e la Spiaggia della Biodola, in una rada silenziosa circondata da macchia mediterranea, appena doppiato il Capo d'Enfola.